a Nikki

Autore: farfalla69

Cara compagna di sventura, si anch'io mi devo far aiutare e mi sento tanto inadeguata; qualche volta il senso di colpa e di vergogna mi annienta. Purtroppo chi non c'è passato non può capire la nostra sofferenza. Io a volte ho paura che il mio malessere venga scambiato per pigrizia: alzarsi tardi, fare poco, muoversi con lentezza...
Anch'io chiedo aiuto ai familiari, mamma e suocera, oltre a mio marito, soprattutto per mia figlia, che va accompagnata a scuola e alle varie attività (danza, piscina, catechismo...). Per le faccende avevo un aiuto già prima, dato che lavoro. Ora sono stata costretta dal male a chiedere un periodo di malattia, perché faccio l'insegnante ed era diventato per me impossibile far fronte a tutti gli impegni di questo lavoro. Non so neanche quando potrò rientrare. Certi giorni penso che ce la farò ad uscirne anche stavolta, certi giorni mi prende la disperazione. Tra l'altro io non esco perché temo che mi veda qualcuno del paese e mi chieda come mai sono in giro invece che al lavoro. Poi ho paura delle domande della gente, perché nessuno tranne i familiari sa quello che ho, e così sono costretta ad inventarmi sempre delle balle, tipo che ho dei valori sballati negli esami del sangue o roba così. Se si sapesse a scuola la verità verrei marchiata a vita e non me lo posso permettere. Insomma sto messa bene...
Anch'io sono un po' ingrassata e mi vedo brutta. Per fortuna che ho un marito meraviglioso che mi fa sentire ancora desiderabile...
Cerca di farti forza: non sentiamoci in colpa, perché una malattia non può essere una colpa. Cerchiamo insieme di convincerci di questo e di pensare che curandoci ci passerà.
A proposito tu cosa prendi?

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